Amministrazione di sostegno

UFFICI INTERESSATI

Tribunale – Volontaria Giurisdizione - Ufficio Tutele

INFORMAZIONI GENERALI Con la legge n. 6/2004, si è introdotto un istituto nuovo finalizzato a tutelare le persone che, per effetto di un handicap fisico oppure psichico, si trovano nell’impossibilità di provvedere, parzialmente o anche in via temporanea, autonomamente ai propri interessi.
In concreto, significa sostenere le persone prive, in tutto o in parte, di autonomia nell’espletamento delle funzioni della vita quotidiana, affiancandogli un “amministratore”, con compiti più o meno estesi, l’amministrazione di sostegno, rappresenta oggi, una soluzione concreta per quelle persone che non riescono da sole, per qualsiasi causa, a provvedere ai propri interessi senza per questo limitarne la capacità di agire ed evitando di ricorrere , ove possibile, all’interdizione o all’inabilitazione,  affiancando ai soggetti beneficiari un “amministratore”, con compiti più o meno estesi. Perché si possa chiedere l' amministratore di sostegno è necessario comunque che il soggetto abbia un minimo di capacità di intendere e di volere; nel caso in cui questa fosse totalmente assente si dovrà ricorrere necessariamente all'interdizione.
L’interdizione e l’inabilitazione, rappresentano, comunque ormai, strumenti eccezionali e residuali, cui ricorrere soltanto nel caso in cui l’amministrazione di sostegno non riesca a proteggere adeguatamente la persona.
Molti sono i soggetti legittimati a proporre azioni formali al Giudice Tutelare per promuovere l’amministrazione di sostegno se a conoscenza di una situazione che lo imponga; innanzitutto il Pubblico Ministero e i Responsabili dei servizi sanitari e sociali, poi i Familiari entro il 4° grado e gli Affini entro il 2° grado, il coniuge o conviventi stabili del beneficiario, il  Tutore o Curatore ed infine il diretto interessato anche se minore di età ma ultradiciassettenne, pur se interdetto o inabilitato.
Il ricorso al Giudice Tutelare per l’amministrazione di sostegno deve indicare, oltre che i dati del ricorrente, le generalità del beneficiario, la sua dimora abituale, le ragioni per cui si richiede la nomina dell’amministratore, il nominativo e il domicilio (se conosciuti) del coniuge, dei discendenti, degli ascendenti, dei fratelli e dei conviventi del beneficiario (art. 407, comma 1, cod. civ.).
Il ricorso presentato dai servizi sanitari o sociali potrebbe essere corredato da una relazione che racconti vicende personali e familiari, condizioni di salute, bisogni e desideri della persona interessata. 
Il Giudice Tutelare fissa l’udienza per sentire personalmente la persona interessata alla tutela, recandosi, ove occorra, nel luogo in cui questa si trova e deve tener conto, compatibilmente con le esigenze di tutela, dei bisogni e delle richieste della persona incapace. L’audizione personale della persona cui il procedimento si riferisce è obbligatoria (a meno che la persona sia irreperibile).
La Cancelleria del Giudice Tutelare notifica il ricorso ed il decreto di fissazione dell’udienza, in busta chiusa, alla persona incapace. E’ compito di colui che presenta il ricorso, invece, di provvedere a informare i parenti. Prima ancora di questa audizione e in ogni momento, parallelamente a ciò che è disposto nella tutela degli interdetti e dei minori (art. 361 cod. civ.), il giudice tutelare può, anche di ufficio, se necessario, adottare i provvedimenti urgenti per la cura della persona interessata e l’amministrazione del suo patrimonio (art. 405, comma 4 cod. civ.) o nominare un amministratore provvisorio solo per il compimento di singoli atti (domanda provvisoria).
All’udienza il Giudice Tutelare esamina l’incapace e può disporre tutti gli accertamenti di natura medica e non, che ritiene utili ai fini della decisione. 
Al termine dell’istruttoria il giudice emette il decreto di nomina dell’Amministratore di sostegno. L’incarico può essere anche a tempo indeterminato.
Una volta nominato, l'amministratore di sostegno presta giuramento di svolgere il proprio incarico con fedeltà e diligenza; nello svolgimento dei suoi compiti deve tenere conto delle aspirazioni e dei bisogni del beneficiario e informarlo delle decisioni che intende prendere e, in caso di dissenso, informarne il Giudice Tutelare.
Deve, comunque, periodicamente, riferire al giudice tutelare circa il suo operato e circa le condizioni di vita e salute del beneficiario e annualmente rendere il conto della propria gestione economica.
L’istituto dell' amministrazione di sostegno non prevede l'annullamento della capacità del beneficiario a compiere validamente atti giuridici (in questo si differenzia dall'interdizione): egli mantiene la capacità di compiere gli atti che non richiedono la rappresentanza o l'assistenza necessaria dell'amministratore e, in ogni caso, può compiere da solo gli atti necessari a soddisfare le esigenze della vita quotidiana.
L'amministrazione di sostegno può essere revocata quando ne vengono meno i presupposti o se essa si è rivelata non idonea a realizzare la tutela del beneficiario.
L'amministratore di sostegno deve chiedere al Giudice Tutelare l' autorizzazione al compimento di alcuni atti di straordinaria amministrazione: acquisto di beni; assunzione di obbligazioni; consenso alla cancellazione di ipoteche e svincolo di pegni; accettazione o rinunzie di eredità e donazioni; contrazione di mutui; promozione di giudizi; vendita di beni immobili e mobili, costituzione di pegni o ipoteche; divisioni o promozione dei relativi giudizi, stipula di compromessi e transazioni o accettazione concordati. (atti indicati negli artt. 374 e 375 cod. civ.) e comunque quelli che travalicano i limiti che il G.T. ha indicato nel provvedimento di incarico.
Gli atti compiuti dall'amministratore di sostegno o dal beneficiario in violazione di norme o in eccesso di potere sono annullabili.
A CHI RIVOLGERSI

Presso Palazzo di Giustizia - Tribunale – Volontaria Giurisdizione - Ufficio Tutele 

Piano 3°  - stanza n. 303  Tel. 0922/527381

Orario: da Lunedì a Venerdì ore 8:30 – 13:30 - Sabato: ore 9:00 - 12:00

Presso Palazzo di Giustizia - Tribunale - Ufficio notifiche atti civili

Piano Terra  - stanza  n 9  Tel. 0922/527437

Orario: da Lunedì a Venerdì ore 8:30 – 13:30 - Sabato: ore 9:00 – 12:00

DOCUMENTAZIONE RICHIESTA

Poiché la procedura ha natura di volontaria giurisdizione, le parti private (parenti e affini, coniuge, conviventi, soggetto beneficiario) possono presentare ricorso personalmente; in alternativa, senza esserne obbligate, esse possono farsi rappresentare e difendere da un avvocato e, se lo vogliono e ne ricorrono le condizioni, possono richiedere il patrocino a spese dello Stato. 
Il ricorso deve essere depositato nella cancelleria del Giudice Tutelare del luogo dove la persona interessata ha residenza o domicilio.  

In seguito alla presentazione del ricorso e prima di presentarsi all’udienza alla data che fisserà il Giudice bisogna:

  • informarsi presso la Cancelleria per conoscere la data dell'udienza fissata ed il nome del Giudice Tutelare davanti al quale si tiene l'udienza;
  • recarsi prima dell'udienza presso la cancelleria del Giudice Tutelare e ritirare copie conformi del provvedimento che fissa l'udienza da notificare al beneficiario dell'amministrazione ed ai parenti indicati in ricorso;
  • recarsi all’Ufficio notifiche atti civili con le copie conformi del provvedimento ritirate in cancelleria per chiederne la notifica agli interessati e ritornaci a ritirare la copia notificata da inserire nel fascicolo. 

La procedura è esente da contributo unificato e prevede unicamente una marca da 8 euro per costi forfettari di notifica.

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